
21) Orazio. Carpe diem.
Che il poeta si sia ispirato ad Alceo non importa; questa
concezione della vita e del tempo, giustamente famosa,  legata ad
Orazio e alla straordinaria efficacia con cui l'ha espressa

Carminum I, 11 (vedi manuale pagine 197-198).

    1   Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
    2   finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
    3   temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
    4   seu plures hiemes, seu tribuit Iuppiter ultimam,
    5   quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
    6   Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
    7   spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
    8   aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.


1.  Non domandarti - non  giusto saperlo - a me, a te.
2.  quale sorte abbian dato gli di, e non chiederlo agli astri,.
3.  o Leuconoe; al meglio sopporta quel che sar:
4.  se molti inverni Giove ancor ti conceda.
5.  o ultimo questo che contro gli scogli fiacca le onde.
6.  del mare Tirreno. Sii saggia, mesci il vino.
7.  - breve  la vita - rinuncia a speranze lontane. Parliamo.
8.  e fugge il tempo geloso: carpe diem, non pensare a domani

 (traduzione di L. A.).

